Futuro Milano – Mozione

RIFORMISTI PER UN NUOVO SLANCIO A MILANO
La nostra identità è ambrosiana: serietà, capacità di dialogo con la gente, competenza nelle proposte, rispetto degli avversari, chiarezza nei confronti degli elettori. Un’identità lontana dal massimalismo e dal populismo. Ma è anche un’identità riformista: un riformismo capace di capire le grandi sfide della città e dei suoi cittadini; di accompagnare le scelte della società per liberare energie e forze dal basso; di comprendere chi è in difficoltà e di trovare strumenti per aiutare. Un riformismo che affonda nelle migliori energie del mondo liberale e cattolico della città, lontano dalla pianificazione, dall’esasperante burocrazia, dalle tasse troppo alte e dal centralismo.

Milano città sempre avanti: il ruolo della politica
Pur considerando la politica una grande occasione per la città, dobbiamo saperla riportare alla funzione che Milano richiede ad essa. La politica che Milano vuole non è quella della burocrazia stringente e dirigista. Né la pianificazione centralista che decide priorità e risorse per tutti. La politica deve portare Milano fra le città leader in Europa. Milano ha bisogno di una politica che accompagni i bisogni dei cittadini, che ridia centralità alle molte pieghe abbandonate, che sappia portare grandi funzioni e grandi prospettive.

Milano attrattiva: crede nelle nuove iniziative e alle nuove frontiere
Il nostro mondo ha voluto l’EXPO, ci ha creduto e l’ha sostenuto contro massimalismi e tentazioni pianificatorie. L’esempio di una manifestazione capace di rendere innumerevoli soggetti responsabili e protagonisti in un quadro generale, deve rimanere un caso di scuola per il futuro e uno stimolo a fare altrettanto. Credere nelle Olimpiadi invernali con Cortina, è imprescindibile. Immaginare nuovi eventi internazionali nel campo delle nuove tecnologie valorizzando centri studi e università del territorio. Sostenere l’arrivo del Tribunale Unificato dei Brevetti.

Milano città metropolitana
Milano deve concepirsi in una dimensione metropolitana, coinvolgendo i comuni dell’hinterland nelle sue politiche trasportistiche, urbanistiche, sociali e assistenziali, culturali. Il disinteresse passato ed attuale per la Città Metropolitana, è esattamente il contrario di quello che vogliamo fare. Dialogare con le altre istituzioni, con i corpi intermedi, con le realtà associative e il Terzo Settore è una necessità. Con la Regione in particolare, per evitare le tentazioni di un centralismo regionale, occorre negoziare forme di autonomie tributarie per Milano e per la città Metropolitana per favorirne la vocazione internazionale, commerciale, scientifica, innovativa e creativa.

Milano per tutti
Bisogna far emergere dall’invisibilità i diritti delle persone con disabilità, gli anziani, le persone che vivono disagi dovuti alla perdita del lavoro. Milano è,nonostante alcuni esempi positivi, “ancora una città dove è difficile vivere in autonomia, muoversi, studiare, lavorare, praticare sport, partecipare alla vita pubblica, agli eventi culturali e di spettacolo, in presenza di una disabilità fisica, sensoriale o entale” (cit. Franco Bompressi). Ben vengano proposte, discussioni, condivisione informale di idee, progetti, spunti, segnalazioni da chi vive quotidianamente e affronta la disabilità. Il metodo della partecipazione è alla base di un possibile successo politico perché Milano sia realmente una città che accoglie e include, nonostante le diversità qualunque esse siano.

Milano policentrica
Occorre dare nuova forza, funzioni e risorse ai Municipi, perché il principio di sussidiarietà non si può sbandierare e poi far decidere tutto a Palazzo Marino!
Le politiche culturali e sociali, in particolare devono essere ispirate non solo ad una sussidiarietà verticale ma anche orizzontale. Il protagonismo della società civile – tipico del capoluogo ambrosiano – non deve essere solo un discorso salottiero, ma deve innervare le politiche della Pubblica Amministrazione, con risorse e riconoscimenti. Ma soprattutto dobbiamo trovare le occasione e i mezzi per un’ampia partecipazione popolare. Se la politica ha bisogno di deleghe e responsabilità, l’ampio coinvolgimento dei giovani – con efficaci politiche giovanili – cittadini e delle associazioni anche nella gestione della cosa pubblica è la frontiera del futuro. Ed il coinvolgimento dei meno giovani, ma con ancora tanta voglia di essere protagonisti (nonno vigile, orti botanici, racconta favole nelle scuole) sono un patrimonio da coinvolgere.

Milano Urbanistica
Chiudiamo le ferite aperte; gli scali ferroviari in disuso sono delle ferite aperte che meritano di essere colmati in fretta con dei progetti che uniscano le zone, creino quartieri vivibili e non sovietici. Uno dei limiti dello sviluppo urbano è ’alto costo d’accesso alla casa (sia in locazione che in proprietà) della città. Riproporre con coraggio un grande “piano casa” nella città.

Milano e ambiente: gradualità e concretezza
L’ambiente è un valore fondamentale anche nella nostra politica. Una città con ottima qualità dell’aria, dell’acqua e con un crescente verde pubblico è imprescindibile per la qualità della vita a livello urbano. Ma ciò non può giustificare balzi in avanti, che non tengano conto della gradualità vera e soprattutto delle esigenze economiche sia dei residenti che degli utenti.

Milano e i Trasporti
No all’Area B, risposta condivisa e finanziata del trasporto pubblico a basso costo, tenendo conto di tutta l’utenza (non solo quella cittadina), sono le nostre parole d’ordine, Chiusura rapida dei lavori della Metropolitana 4, troppi i disagi sopportati da residenti e commercianti. Realizzazione dei lavori di ammodernamento delle altre linee esistenti e delle nuove linee, con metodi di avanguardia e con il minor impatto possibile.

Milano sicurezza senza paura
Milano ha molti problemi di sicurezza e legalità: non più di altre città europee ma questa non è una scusa per non fare nulla. Anche qui dare più competenze ai municipi, più attenti alle esigenze di quartiere, potenziare la polizia urbana, dialogare non strumentalmente con le forze di polizia ed il Prefetto, non può che essere al centro di una piattaforma moderata e riformista.