CORTINA 2026 I RITARDI NEI LAVORI E LE OPPORTUNITA’ DA NON SPRECARE!

Pochi giorni fa, mercoledì 11 novembre 2020, l’ex scalo ferroviario di Porta Romana a Milano è passato di mano: ad aggiudicarsi la gara delle Ferrovie dello Stato è stato il Fondo gestito da Coima (Catella) e partecipato da Covivio (Del Vecchio), Prada Holding e Coima Esg City Impact Fund, con un’offerta di 180 milioni di euro, valore di poco superiore alla media delle precedenti offerte non vincolanti.
I tre partecipanti alla cordata si divideranno i compiti: Coima svilupperà la componente residenziale libera e agevolata e il Villaggio Olimpico, che al termine delle competizioni sarà trasformato in “student housing” con circa 1.000 posti letto; Covivio svilupperà funzioni a uso ufficio e servizi; Prada Holding, interessata soprattutto alla qualità del parco, realizzerà un edificio a uso laboratorio e uffici per estendere le sue attività già presenti nell’area. Il parco pubblico dovrebbe occupare metà della superficie: sarebbe prevista anche una collinetta e una serie di passaggi per collegare i diversi quartieri limitrofi con il centro cittadino.
L’aggiudicazione dell’11 novembre è giunta con molto ritardo rispetto alla tabella di marcia con cui Milano e Cortina, insieme a Lombardia e Veneto, si sono aggiudicate le Olimpiadi e Paraolimpiadi del 2026.
In ritardo, denunciato dal CONI stesso, è anche l’avvio delle opere di bonifica del terreno di Santa Giulia dove dovrebbe sorgere il Pala Italia, cioè il palazzetto di nuova costruzione che dovrebbe essere pronto, per l’appunto, per le Olimpiadi invernali Milano – Cortina 2026.
*Sin dall’Ambrosiana 2019*, a cui hanno partecipato anche protagonisti e dirigenti dello sport milanese, *Piattaforma Milano ( *con la sua Commissione OLIMPIADI Milano – Cortina in collaborazione con la sua Commissione SPORT* ) aveva evidenziato che il rispetto delle tempistiche riguardanti la realizzazione delle infrastrutture sportive e di mobilità è condizione essenziale perché i benefici delle Olimpiadi raggiungano tutte le aree della Città metropolitana, consentendo la predisposizione per tempo di un Programma completo, dettagliato e coordinato, che possa coinvolgere le associazioni del mondo dell’impresa, le Università, le realtà che già si dedicano alla diversità, al volontariato, le istituzioni e le associazioni culturali, i club sportivi e le comunità locali.
I ritardi non agevolano una programmazione organica e condivisa, che rilanci la Città così provata dall’emergenza sanitaria che stiamo vivendo.
Le Olimpiadi invernali Milano – Cortina 2026 non dovranno essere un grande Evento fine a sé stesso, con incidenza solo sulla pur importante rigenerazione urbana, ma devono – a nostro avviso – rappresentare un elemento catalizzatore per migliorare la Città nel tempo e sotto molti aspetti e cioè sotto il profilo della pianificazione territoriale generale, della mobilità, dell’accessibilità dei mezzi e luoghi pubblici a persone con disabilità, della sostenibilità ambientale, della sicurezza, dell’educazione scolastica e sportiva, rilanciando il turismo così provato dall’epidemia Covid-19, ripensando in buona sostanza la Città come comunità metropolitana.
Tutto ciò non potrà essere realizzato se non vengono innanzitutto rispettate le tempistiche e ci si riduce all’ultimo, sperando nella fortuna e nella capacità italiana di trovare la quadra nelle situazioni più complicate, magari in “zona Cesarini”.