Rosanna FAVULLI – Profilo

Nasce a Milano nel 1965. Vive da sempre nel Municipio 4. Operatore Sindacale con esperienze in Welfare Sociale.
Un “naso rosso” da clown che si aggira nelle corsie degli ospedali per donare sorrisi e portare allegria a bambini e anziani e malati oncologici.
Volontaria a Lourdes, dove oltre a svolgere attività di volontariato opera come formatrice internazionale presso il Santuario omonimo.
Volontaria presso l’Istituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone.
Socio fondatore del Circolo Culturale Ettore Calvi, circolo che “si propone di realizzare in modo stabile un luogo dove promuovere riflessioni, giudizi, iniziative sui temi del lavoro a partire dagli insegnamenti della Dottrina sociale della Chiesa, con particolare riferimento all’impegno nell’ambito del lavoro”.
Socio fondatore dell’Associazione Democrazia e Comunità, ne assume il ruolo di segretario. L’Associazione DeCo è una comunità impegnata nel giudizio sulla politica per favorire la ripartenza dal basso e il ritorno al voto consapevole.
Collabora con il Comitato MI’mpegno e il “Laboratorio dell’Innovazione”, in particolare nei laboratori di: Sanità, Non profit e Welfare

Don Tonino Bello, diceva: “Il volontariato deve stare dalla parte dei più deboli. Deve schierarsi. Non può rimanere neutrale…Da qui la necessità che il volontariato si riscopra come soggetto politico, non semplicemente caritativo. Pluralista, non egemonizzante. Autonomo, non collaterale. Liberatorio, non riparatorio. Protagonista, non residuale. Ascoltato nella programmazione, non usato nella esecuzione. Intergenerazionale, non semplicemente giovanile… il volontariato deve sentirsi padre di cultura, non produttore di servizi, generatore di coscienza critica, non gestore di scarti residuali dell’emarginazione… deve essere fattore di cambiamento della realtà e non titolare di assistenzialismo inerte, che spesso legittima lo sfruttamento e addormenta quel moto di irrinunciabilità a ogni forma di sfruttamento”.

Per questa ragione ho deciso di mettere al servizio della città la mia esperienza di vita e di associazionismo, perché una politica dal basso non solo è possibile ma diventa proposta e realizzazione di un progetto possibile con uno sguardo attento e presente ai bisogni dei suoi cittadini.

Milano e la Città Metropolitana devono diventare laboratorio per l’intero sistema paese, devono tornare a produrre un nuovo futuro dove il cittadino torni ad essere orgoglioso, e protagonista attivo, della sua città.

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