Il Cittadino consumatore e le aspettative disattese sul documento di strategia di adattamento per la Mobilità / lavori in corso a Milano

Certo la situazione è molto difficile, bisogna trovare il posto che non c’è sui mezzi pubblici. E non per 10.000 passeggeri, ma per 1.600.000 – dice Orietta Colacicco, Coordinatore delegato della Commissione Mobilità di Piattaforma Milano.  Il conto è presto fatto, se per il distanziamento bisogna applicare una riduzione del 70% . In città la metropolitana trasporta 1.200.000 passeggeri al giorno, i mezzi di superficie 500.000 per un totale di 1.700.000. Trenord mediamente trasporta 600.000 passeggeri al giorno. Quindi come è possibile applicare e proprio ora, con i problemi che ci sono, la città del mondo dei sogni, il piano delle ciclabili a dismisura , la città lenta, quando Milano è una città che vive, si muove, lavora e si spera in futuro tornerà a divertirsi in fretta.

Allora ecco,  il documento di strategia di adattamento contiene il vecchio sogno dell’Assessore Maran, 35 km di ciclabili, ora condiviso dall’Assessore Granelli. Dove e come? C’è la possibilità di inviare proposte, di replicare, schema caro all’Assessore, già utilizzato per i tavoli di M4 da cui è uscito poco e niente, dopo riunioni e lavori dei cittadini.

Questa volta con la Commissione Mobilità di Piattaforma Milano, abbiamo analizzato, studiato e formulato, ma a che serve se in corso Venezia la pista ciclabile è già pronta? Sì è provvisoria nel senso che è disegnata e basta, ma siamo pronti a cancellare qualcosa a rivedere il fatto che i diversamente abili hanno un loro posto di sosta  al centro del Corso, e scendendo devono poi,  per arrivare al marciapiedi superare i ciclisti, magari i monopattini elettrici, poi la zona pedonale in strada? Pericoloso.

E i fattorini pure, dovranno aspettare i ciclisti e chi si fermerà?: pensano di fare una patente del ciclista? C’è un punto sulla pagina dell’Assessore Maran, dove precisa che “la seconda striscia pedonale lato strada serve perché verrà tracciata la sosta auto a protezione della ciclabile e quindi serve il franco per l’automobilista che scende dall’auto”. Quindi il lavoro non è finito, oppure il lavoro è finito, poi proviamo vediamo che succede e poi correggiamo? Sono prove? Noi replichiamo, loro correggono?  o la possibilità di replica è una sorta di placebo. Se i lavori nella direttrice Buenos Aires sono quasi finiti, se a breve inizieranno i lavori per le altre, che cosa può dire il cittadino?

E gli anziani che al 10% rappresentano i passeggeri dei mezzi pubblici? Quasi 200.000 persone che lasciamo a casa? Tanto sono a rischio, meglio che stiano a casa.  Andranno in bicicletta anche loro? Non si pensa ai rischi, forse sulle ciclabili nuove o esistenti non succede molto, ma quando poi passassero sulle rotaie dei tram o impattassero sulle buche, con le strade che abbiamo, riempiremmo i pronto soccorso traumagologici. Gli infortuni causati da buche con lesioni gravi riguardano al 18% i ciclisti  e al 65% scooter e moto (dati Istat 2017). Che poi è ancora peggio se scopri  che questi lavori di adattamento saranno coperti decurtando proprio lo stanziamento per la riparazione delle buche.

E chi non sa andare in bicicletta? Va a piedi e rimane nel quartiere dove tutto è raggiungibile in 15 minuti.

Forse meglio guardare la situazione a 360 gradi.

Bisogna contingentare l’accesso ai mezzi pubblici. Chi conta e controlla quante persone salgono sui bus e sul tram? I controllori? Non sono sufficienti. Si potrebbero chiamare coloro che ricevono il reddito di cittadinanza. Questo è certamente un lavoro socialmente utile. Anzi poiché aumentando le corse e i mezzi, bisognerà aumentare il numero degli autisti bisognerebbe magari assumerli e formarli. Poi certo ci vorranno i vigili e in qualche caso di esuberanza la polizia. Ma bisogna creare una rete coordinata di gestione e prevenzione.

Bisogna aumentare le corse dei mezzi pubblici, ma ci vogliono i mezzi. Il Sindaco ha già annunciato saranno potenziati i filobus della 90/91 con mezzi elettrici, bene ci sono due miliardi stanziati dal governo per tutta Italia, ma perché non utilizzare i Radiobus di buona memoria, fare accordi con i noleggiatori, che peraltro sono fermi vedi Autostradale, riutilizzare le linee dismesse dei tram.

Chi vuole andare in bicicletta usi le ciclabili che ci sono.  Le auto sono il mezzo più sicuro ma devono circolare su un piano preciso di programmazione degli orari di entrata e uscita  e anche dei giorni. Questa era anche l’idea del Governatore Fontana.

Area C e B sino al 31 Maggio sono aperte illimitatamente, mentre il documento dice “incentivare la circolazione negli orari di morbida”, noi avevamo pensato di suggerire accesso ad esempio alle 7 per chi deve andare in azienda, alle 8,30 per chi va in ufficio, alle 9,30 per chi deve passare per altri motivi. Con rientri ovviamente differenziati. Vale a dire che sino alle 9,30 e dopo le 17 sarebbe necessaria l’autocertificazione.

Ci vogliono però i parcheggi, se anche passano le auto dove si fermano? Sono liberalizzate le strisce gialle e blu, ma se sono occupate dai residenti non cambia nulla. Avevamo pensato ai cortili delle scuole che sono chiuse, forse per un mese potrebbe andare, poi saranno usate a giugno e luglio per attività di intrattenimento dei bambini. Ci sono però spazi pubblici ad esempio La Fabbrica del Vapore in Via Procaccini, intorno al Monumentale, ci sono le Università che sono chiuse. Poi si possono concordare e calmierare i prezzi dei garage e dei parcheggi privati.

Lo sharing è pericoloso per l’impossibilità di sanificazione; bisogna trovare strumenti idonei introdurre sharing di veicoli elettrici monoposto da lasciare alle colonnine provviste di sanificatore. Chi la prende la sanifica.

E ancora bisogna concordare con i taxi tariffe agevolate per e anziani e persone fragili

Coinvolgere gli NCC.

E’ una sfida enorme ma se vogliamo ripartire non si può discriminare, nè accontentarsi di quanto dice l’Assessore Maran: “L’uso dell’auto è chiaro che servirà a chi trasporta cose, a chi fa lunghe distanze, a chi ha difficoltà motorie. Chi è in buona salute per distanze brevi è bene si muova a piedi o in bici e in scooter altrimenti la congestione impedirà di muoversi anche a chi ne ha un reale bisogno”.

Nessuno abuserà Assessore, siamo responsabili e non ci piacerà andare in giro con mascherina e guanti, se non necessario. Certo con un diniego totale come questo si potrebbe ottenere il contrario, andando incontro a un traffico pazzesco che neanche i buoni ciclisti vorranno affrontare.

Anche perché, vale la pena ricordarlo, a Milano piove in media 119 giorni all’anno.

La Commissione Mobilità di Piattaforma Milano comunque invierà al Comune  relazione e proposte, come previsto.

Orietta Colacicco Coordinatore Delegato, con i componenti

Michele Addante, Stefano Azzalin, Alberto Belli Paci, Francesco Catania, Giuseppe Fanigliulo,  Anna Gesualdo, Andrea Guaiti, Marcello Menni, Marco Tizzoni, Daniela Toso