RIAPRIRE AREA C E B NEI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Rispetto ad Area C e B la Commissione Mobilità di Piattaforma Milano, coordinata da Orietta Colacicco, ha sempre avuto un approccio prudente e ispirato non a un’abolizione in senso stretto, ma  a un ripensamento completo ad esempio in termini di deroghe, applicabilità nei giorni di sciopero dei mezzi, individuazione di aree e realizzazione di parcheggi. Nei tempi del Coronavirus però, le due aree vanno assolutamente aperte. Non si può infatti sommare ai sacrifici che  i milanesi stanno sopportando, altre costrizioni. Non si può nel caso di emergenza non poter entrare in area C o B. Perché è chiaro che nell’isolamento totale in cui siamo piombati, nessuno avrebbe voglia per il suo piacere di entrare nelle due aree. E per andare dove? Con cinema, musei, gallerie chiusi, bar e  ristoranti aperti sino alle diciotto? I milanesi da lunedì hanno dato prova di coscienza e con il passare dei giorni si organizzeranno sempre meglio, aiutandosi anche gli uni con gli altri. Ma se è vero che i mezzi pubblici sono sanificati ogni giorno, non si può certo pensare di chiedere agli anziani e alle persone più fragili di muoversi con tram, bus e metro. Può esserci necessità di una visita, di una terapia già prevista o improvvisamente necessaria. Dobbiamo tutelare più loro, perché solo così tuteleremo anche gli altri cittadini che pure vivono una situazione difficile e potrebbero anch’essi doversi spostare per un’emergenza di salute o per necessità di lavoro, preferendo il mezzo più protetto, l’automobile.