SMOG A MILANO

SMOG A MILANO. LE DOMENICHE A PIEDI SERVONO A POCO E CI VOGLIONO IDEE

L’inquinamento c’è a Milano: si vede e si sente. Ma agire per ridurne la portata solo su auto e traffico, secondo Orietta Colacicco, Coordinatore Delegato alla Mobilità di Piattaforma Milano, vuole dire cercare non soluzioni, rimandare e non affrontare il problema nella sua interezza.

La Domenica a piedi che cosa può ridurre, visto che nelle feste si circola al 70% in meno che nei giorni feriali. Quanto può incidere? Una goccia, si potrebbe dire, è meglio di niente. Allora però in quel giorno bisognerebbe raddoppiare le corse dei mezzi pubblici, sia nel sottosuolo che in superficie, muovendo solo bus elettrici, che sono il 75% dice con orgoglio l’Amministrazione, ma in questo caso sono insufficienti. Riattivare quel radio bus, naturalmente elettrico, che ti veniva a prendere a casa, organizzare un carsharing a prezzi calmierati. Con tanto di sito e numero verde del Comune che suggeriscano i mezzi, forniscano telefoni per le prenotazioni. Fantascienza? No. Ma per organizzarsi ci vuole tempo. La domenica a piedi così come la si è pensata è una punizione, invece potrebbe essere un’alternativa. Se c’è inquinamento non è solo colpa dei diesel, ma di tutto il traffico, dice il CNR, diesel benzina o persino elettrico, perché comunque viaggia sulle polveri e le sposta. In prima fila bisogna mettere il PM10 di origine domestica, che pesa a conti fatti, secondo il rapporto ISPRA, per il 57% a Milano, dove le caldaie obsolete alimentate a gasolio, sono concentrate proprio nell’area C, un controsenso. Per la riconversione degli impianti il Comune ha fissato il 2023 (2021 per gli uffici pubblici) prevedendo un incentivo del 5%, nulla se si pensa che il nuovo impianto ha un costo fra 20 e 40.000 euro. Non ci sono sanzioni, così nelle assemblee di Condominio si rimanda tanto che hanno aderito al bando solo 125 condomini meno del 10%. Poi ci sono le stufe a pallet, un tempo promosse come soluzione “ecologica”, ora viste come nemico assoluto, i forni a legna delle pizzerie e via.

Quindi? Che fare? Cercare antidoti, mitigazioni, continua Colacicco: esistono idee e soluzioni “acchiappa smog” di vernici da spalmare sugli edifici, piccole macchine da applicare ai muri, piante cattura polveri. Poi guardare avanti. Siamo negli anni 3.000 e la scienza cammina a passi da gigante. Una smart city come vuol essere Milano deve sperimentare.

Piattaforma Milano, chiude il Presidente Carmelo Ferraro, è in prima linea sui temi ambientali e della mobilità, attraverso le commissioni che stanno lavorando per elaborare proposte e tenere monitorata la situazione.