28 settembre 2019Assemblea pubblica di Alleanza Civica del NordIntervento di Carmelo Ferraro – portavoce di Piattaforma Milano

Ringrazio di cuore tutti voi e in particolare l’amico D’Alfonso, per l’invito di oggi, preceduto da un incontro fra rappresentanti di Piattaforma Milano e Alleanza Civica.

Qui ci sono amici e anche diverse persone con le quali abbiamo fatto pezzi di impegno politico e civico, che sono testimonianza che sui contenuti e con le persone responsabili di buona volontà ci si può sempre incontrare e confrontare.

Noi abbiamo colto con interesse la discussione aperta negli ultimi mesi sull’esistenza ancora di una politica e una presenza dei “moderati”, di quella che è stata definita una “destra non truce”, per confermare che questo spazio liberale e popolare per moderati, ma determinati, che non si arrendono c’è!  Esiste già!

A Milano abbiamo sperimentato in questi mesi un percorso innovativo e inclusivo che si chiama Piattaforma Milano che vuole essere proprio questo laboratorio politico.

 

Per la prima volta in quest’area ci sono state delle elezioni popolari per dare un coordinamento, scegliendo facce e contenuti, che hanno coinvolto oltre 5.000 persone, per 5 liste con 60 candidati; una grande mobilitazione civica, nella quale io sono stato eletto portavoce.

 

I fondatori di Piattaforma Milano hanno lanciato la proposta, e diversi partiti si sono messi in moto insieme: Energie per L’Italia, Forza Italia, Milano Popolare, Grande Nord e Partito Liberale. E insieme ad essi rappresentanti autorevoli ed impegnati di associazioni e movimenti vari della Società Civile.

Il risultato è stato che si sono liberate le energie dal basso, dalla società, dalla gente che lavora e che ha a cuore il bene pubblico e le nostre città.

Uomini e donne che si vogliono assumere la responsabilità di non aspettare le prossime scadenze elettorali, di metterci la faccia già da ora e mettere in gioco la propria libertà, gratuitamente per tutti, forse è proprio questa la radice vera del civismo. Un impegno consapevole non finalizzato esclusivamente alle elezioni.

 

Gli eletti del Direttivo di Piattaforma Milano, i soci, i delegati, i numerosi partecipanti sono già questo laboratorio.

Non una confederazione, dove spesso prevalgono i distinguo, e neanche una somma di singoli partiti, ma un soggetto nuovo, un coordinamento che va avanti su temi unitari e che è saldamente legato alla base. Fatta di persone elette direttamente non nominate, a cui si aggregano gli interessati.

 

Guardiamo e costruiamo un modello di città diverso; guardiamo e costruiamo un modello di governo che non abbia la pretesa di rispondere a tutti i bisogni dei cittadini, dilatando sempre più la spesa e poggiando sulla fiscalità generale, ma colga ogni capacità di risposta che sorga dalla libera iniziativa delle persone, con programmi e strumenti liberali. Un modello diverso che guarda al lavoro, ma non perché lo crea chi amministra; allo sviluppo, all’avanguardia per mobilità e trasporti, all’innovazione e all’ambiente; insieme, senza sacrificio di alcuni a favore di uno e tenendo la promozione della creatività al centro delle nostre preoccupazioni.

 

C’è bisogno e lavoriamo per una nuova rappresentanza politica, un nuovo modello di rappresentatività:

  • una politica che non sia solo quella del leader, spesso autoreferenziali, ma di una squadra;
  • una politica nella quale i rappresentanti siano scelti fra uomini e donne meritevoli e capaci di valorizzare la società civile da cui provengono;
  • una politica che lavori nelle e con le amministrazioni affrontando i problemi in modo non ideologico, ma popolare, in mezzo alla gente, con concretezza e semplicità;
  • una politica come servizio, non come fine unico del proprio esistere;
  • una politica fatta di un popolo che si incontra, discute, ragiona: non un partito virtuale.

 

Allarghiamo il più possibile quest’area, questo laboratorio, per affrontare principalmente l’indifferenza e l’astensione, che sono spesso figli della disillusione, del rancore e quindi diventano fuga dalle responsabilità e disaffezione alla polis. E che sono anche frutto del fallimento del sistema dei partiti e della politica tradizionale, lontana dalle persone. Una classe politica che non sembra ricoscersi in chi l’ha eletta e da cui addirittura si allontana.

Piattaforma Milano ha già iniziato questo percorso di aggregazione, di elaborazione di contenuti e proposte, di strutturazione in tanti gruppi di lavoro tematici e territoriali, che si appella alla responsabilità e non alla propaganda.

PM non si pone in opposizione ai partiti tradizionali, ma è nata per cogliere i cambiamenti della società civile che nei partiti si riconosce meno.

Vogliamo portare avanti 3 novità:

  • una politica fatta dal “basso”, che si oppone alla politica dei “paracadutati”
  • ha la caratteristica di essere inclusiva, nei contenuti e nei soggetti.
  • Valorizza la “competizione interna” come strumento per valorizzare talenti e idee, che diventano programmi.

 

Pensando anche alle parole sentite qui oggi, sicuramente vedo molta assonanza sul grande tema dell’autonomia, non schematica, ma sussidiaria. Dove possono essere soggetti le macro regioni, ma anche le grandi città, la grande Milano. Non a discapito di altri ma per valorizzare le risorse. Non per creare nuovi centralismi e dirigismi più prossimi, ma per creare e valorizzare nuovi modelli di governace, che a Milano e in Lombardia già in parte sperimentiamo. Autonomia per liberare, valorizzare i patrimoni e le risorse del territorio.

 

Altro tema caro e penso comune è quello della rappresentanza diretta, la possibilità di scegliere sempre i propri rappresentanti. Ciò solo può assicurare, vicinanza, controllo, meritocrazia.

 

Il civismo è metodo e stile.

Comprensione e dialogo. Passione e partecipazione. Coinvolgimento e inclusione.

Il Sindaco che vogliamo deve prendersi a cuore questi valori.

 

Fra populisti, sovranisti ed estremi di vario genere, c’è invece un grande bisogno di forze popolari, liberali, cattoliche, riformiste, moderate, europeiste, garantiste, che si rimettano in gioco insieme

Qualcosa di nuovo c’è, ma che ha comunque solide radici, nei valori e nella migliore tradizione popolare e liberale del “sistema” Paese.

Siamo in un periodo sicuramente di grande smarrimento, per mancanza di punti di riferimento e visioni prospettiche; ma al contempo è un periodo di grandi possibilità e di risveglio.

La politica é viva, perché tante persone sono vive e non si arrendono al degrado, all’indifferenza e alla solitudine.

Come diceva Vaclav Havel, che in questi mesi abbiamo molto studiato, “la responsabilità la portiamo con noi ovunque”.